La narrativa.

COME E' NATO IL ROMANZO
 

 

Il Vangelo Secondo Aaron.

 

Mi capita di perdermi nei labirinti del pensiero, immaginare situazioni e chiedermi a cosa potrebbero portare. Fin da quando ero giovane ho l'abitudine di indagare gli animi, osservare le reazioni e cercare di immedesimarmi nelle circostanze degli altri nel tentativo di comprendere i comportamenti ed analizzare le possibili alternative. Da queste premesse nasce il secondo romanzo. Stavo ancora lavorando alla messa a punto del primo, quando un giorno mi è venuta in mente una situazione limite. Ho cominciato a ragionare su chi ha fede e chi no. Ho cominciato a chiedermi come può sopravvivere ad una profonda tragedia qualcuno di estraneo alla fede. Di qui ho deciso di esplorare questo territorio difficile attraverso i miei personaggi, provenienti da un mondo dove fede e religione non sono più contemplate da un pezzo. Ho riflettuto sul significato del Vangelo, su quello che può rappresentare anche spogliandolo dell'aura divina, a come potrebbe manifestarsi in un altro contesto. Naturalmente tutti questi ragionamenti mi hanno portato a ponderare di nuovo, come spesso mi accade, la mia fede, la mia posizione nei confronti delle scritture. Ad un certo punto ho dovuto spostare l'attenzione sulla spiritualità piuttosto che la fede, terreno sul quale mi sento molto più a mio agio.

E' stato un romanzo molto sofferto, non per la trama ma per le implicazioni più profonde. Una specie di dialogo con me stessa, dove io impersono sia chi crede che chi è scettico, perché in effetti il mio rapporto con la fede è questo e non l'ho risolto per mezzo di questo viaggio. Diciamo che ho trovato una buona zona di compromesso, appunto, nella spiritualità. Mi sono chiesta tante volte se fosse il caso di continuare a scrivere, se fosse giusto farlo, non avendo risposte da dare. Ho ritenuto che fosse giusto, perché forse questa è la condizione di tante altre persone che possono riconoscersi in questo conflitto interiore. E così questo libro è diventato un inno alla vita ed alla speranza. Ed io spero che chi lo leggerà possa cogliere questo aspetto più profondo e tormentato, al di là dello svolgersi della trama.

 

 

 

Blustardusk.


Il libro è stato scritto in due riprese. L'avevo cominciato all'inizio degli anni 2000, quando per la prima volta mi sono affacciata alla prosa. L'intenzione iniziale era quella di creare una trilogia di storie d'amore fantastiche, che doveva fungere un po' da esperimento. La stesura di Blustardusk si è bloccata per alcuni anni, un po' perché non ero contenta dei risultati della mia prosa ed un po' perché mi stavo dedicando ad altri progetti, per lo più musicali. Poi nel 2013 è saltato fuori Masterpiece, il format televisivo dedicato agli scrittori, ed ecco che l'entusiasmo per questa opportunità mi ha fatto riprendere in mano lo scritto. E qui è successo il prodigio. Ero partita con l'idea di terminare la storia rapidamente, in modo da rientrare nei minimi richiesti dal format e poi giocarmela, più per curiosità che altro. Invece quando ho ricominciato a scrivere non mi fermavo più, improvvisamente questo nuovo mondo dello scrivere in prosa si era spalancato davanti a me e per tutta l'estate mi sono immersa in nuovi mondi. Ho conosciuto creature e vissuto avventure come mai avrei pensato, come se le amate piante, gli animaletti e perfino gli insetti della pineta dove ho scritto la maggior parte del romanzo, mi raccontassero una storia che io non facevo che riportare, senza volermi mai fermare. A quella prima stesura sono seguiti molti mesi di revisioni, tagli e correzioni, prima di decidere di autopubblicare il romanzo.

Cos'è Blustardusk?

 

Blustardusk è il nome della nave anusiana sulla quale inizia tutta la storia. Si tratta della fusione di tre parole, due in inglese ed una in italiano, qualcosa tipo "crepuscolo stellato blu". Ho voluto inserire entrambe le lingue perché io sono italo/inglese, ed in questo modo ho creato una parola che non esiste in nessuna lingua, perché in fondo questo è il nome di una nave aliena. Amo quella parte del giorno nella quale la luce si affievolisce nel blu intenso della notte, soprattutto quando il cielo è terso e le stelle brillano come auree punte di spillo nella vastità dell'universo. E' così che è nata l'idea. 

Leggi gli estratti

 

Il Vangelo Secondo Aaron

Dal Capitolo II

Dal Capitolo XIII

Da Il Diario Di Aaron

Blustardusk

Capitolo I

 

Dal Capitolo XII

 

Dal Capitolo XXII